architettura brutalista
Cultura,  Macedonia

Skopje, la capitale europea dell’architettura brutalista

Breve guida agli edifici di Skopje costruiti secondo i canoni dell’architettura brutalista

brutalism skopje

Come forse saprete, l’architettura brutalista e modernista è un argomento che ci appassiona da molto tempo.

Prima di qualsiasi viaggio, oltre a cercare i luoghi più insoliti, i food market più belli e i musei più interessanti, ci piace anche fare una ricerca sugli edifici in architettura brutalista presenti in zona.

Anche a febbraio 2020, poco prima dell’insorgere dell’emergenza sanitaria, quando siamo state a Skopje, in Macedonia del Nord, ci siamo preparate in questo senso. Sapevamo, quindi, che la capitale macedone non ci avrebbe deluse in quanto a edifici in architettura brutalista, ma comunque siamo rimaste davvero colpite dalla concentrazione di palazzi in cemento armato. In effetti, Skopje, è la città che ne custodisce il maggior numero in Europa. E ora vi spieghiamo anche il perché.

La corrente del brutalismo

Il brutalismo è una corrente architettonica nata a meta degli anni ’50, definita anche come un sottogruppo della corrente modernista, presente in oltre 100 Paesi tra Europa, Sud America e Australia.

La sua caratteristica principale è di aver introdotto l’estetica del cemento grezzo a vista, detto anche béton brut. Questo termine, nato nel Regno Unito nel 1954, è un omaggio a Le Corbusier, architetto-designer svizzero naturalizzato francese, che ha rivoluzionato il concetto di architettura del XX secolo. Fondamentale, infatti, è stato il suo progetto del 1952 della prima Unité d’habitation di Marsiglia. Quest’ultimo ha cambiato radicalmente il concetto di architettura e urbanistica nel secolo scorso.

Fino alla metà degli anni ’70, l’architettura brutalista fu molto utilizzata sia nel blocco occidentale che in quello orientale, dove venne associata all’ideologia di stampo socialista. Si trattava di un tipo di architettura accessibile: non veniva data importanza all’estetica degli edifici, ma alla loro funzionalità.

architettura brutalista
Museo della Città di Skopje – Ex stazione ferroviaria

Il calcestruzzo armato, materiale grezzo alla vista e non costoso, era perfetto per la realizzazione di importanti strutture con centinaia di unità abitative. Queste, infatti, erano utili ad accogliere le persone che, dal secondo dopoguerra, si spostavano dalle campagne verso le grandi città. In Ex-Jugoslavia ne sono un esempio i blocchi 61-64 di Belgrado, vicino ai quali si trova la Torre Genex di cui vi abbiamo parlato qui.

Toward a concrete utopia: Architecture in Yugoslavia, 1948-1980

Negli ultimi anni, l’architettura brutalista e modernista sta riscoprendo nuovo interesse come testimonia, ad esempio, la mostra “Toward a concrete utopia: Architecture in Yugoslavia, 1948-1980” organizzata nel 2019 al Museum of Modern Art di New York.
Piccola curiosità: il MoMA ha iniziato a considerare l’idea di realizzare una mostra di architettura jugoslava all’inizio del 2015, ma voleva avere la certezza che ci fossero abbastanza materiali d’archivio e edifici interessanti. Così, a novembre del 2015, Martino Stierli, Philip Johnson Chief Curator del Dipartimento di Architettura e Design del MoMA, convocò proprio a Skopje un team di esperti a presentare delle ricerche sul tema. L’evento si concluse positivamente con la comunicazione ufficiale da parte del MoMa a voler realizzare la mostra.

Viewed through a contemporary Western lens, the Balkans region, and the Former Yugoslavia more specifically, is hardly considered a hotspot of cultural or architectural innovation. (…)

However, if one carefully considers Yugoslav architects’ production and networks of exchange between the years 1948 and 1980, a very different picture emerges. Rather than being a backwater of the modern world, Yugoslavia was instead at the forefront of international architectural discourse during that period, due in large part to the country’s diverse associations with architects on the both sides of the Iron Curtain as well as in Africa and Middle East.

Martino Stierli – Toward a concrete utopia

L’architettura brutalista e modernista a Skopje

central station skopje
La stazione dei treni – Kenzo Tange 1971-81

In tutti i Paesi dei Balcani ci sono esempi di architettura brutalista e modernista ma, come abbiamo detto all’inizio, la città che ne vanta il maggior numero è Skopje, un caso studio unico nel suo genere.

Perchè Skopje?

Nel 1963 l’80% degli edifici di Skopje, all’epoca Jugoslavia, furono rasi al suolo da un terremoto in cui persero la vita oltre 1000 persone. Un evento tragico, indelebile nella memoria dei macedoni.

In quell’occasione la comunità internazionale si mobilitò, dando vita a un piano di ricostruzione a cui collaborarono molti Paesi. Diversi furono gli architetti di fama internazionale che parteciparono alla creazione di un progetto di città moderna e visionaria. Tra questi ricordiamo Kenzo Tange e Janko Konstantinov.

Il progetto non venne mai realizzato interamente, ciononostante i palazzi brutalisti che rappresentano l’estetica del tempo sono tantissimi.

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TKC Telecommunication Center – Orce Nikolov, Janko Konstantinov, 1972-74
Monumento alla fabbrica di munizioni partigiane – Aleksandar Nikoljski & Vladimir Pota, 1981

Dove si trovano gli edifici in architettura brutalista?

Alcuni edifici si trovano nel centro cittadino e si possono raggiungere facilmente a piedi, altri – come ad esempio il centro idrometereologico – sono raggiungibili in taxi. Naturalmente dipende tutto da quanto tempo avete a disposizione per visitare la città.

In ogni caso, può esservi di aiuto sapere che esiste un walking tour architettonico. Potete trovare maggiori informazioni qui.

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Museo di Arte Contemporanea – W. Klyszewki, M. Mokrzynski, E. Wierzbicki, 1969-70

Modernist Skopje Map

Per i grandi appassionati dell’argomento come noi, consigliamo la bellissima mappa di Blue Crow Media.

E’ un guida bilingue (macedone/inglese) che si sviluppa su entrambi i lati e include:

  • una mappa con moltissimi esempi di architettura modernista della città;
  • un’introduzione curata da esperti in materia;
  • fotografie e dettagli di oltre 40 edifici.

Esistono mappe di diverse città, quella di Skopje la trovate qui.

E voi, avete visitato alcuni di questi edifici?

Dettagli del TKC

Ph. Chiara Soban

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