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Gli stećci: cosa sono e dove trovarli

Le pietre tombali medievali in Bosnia Erzegovina

Viaggiando nei Balcani, in particolare in Bosnia Erzegovina, vi sarà forse capitato di imbattervi in delle necropoli con delle pietre tombali insolite. Il loro nome, difficilmente pronunciabile per chi non parla il bosniaco, il serbo o il croato, è stećci (stećak, al singolare). Ma cosa sono esattamente questi stećci e, soprattutto, che origine hanno?

In realtà, ancora oggi, la loro origine è incerta e mantengono un carattere misterioso ed enigmatico. Inoltre, nel web si trovano spesso informazioni discordanti e dati non sempre aggiornati. In questo articolo, dopo aver letto e consultato diverse fonti, proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Cosa sono e a quando risalgono gli stećci

Gli stećci sono lapidi monumentali medievali e la maggior parte degli studiosi concorda nel dire che iniziarono a essere realizzati e scolpiti nella seconda metà del XII secolo. Il loro uso continuò fino alla prima metà del XVI secolo per poi scomparire gradualmente.

La prima menzione dello stećak fu registrata dallo scrittore di viaggi Benedikt Kuripešić nel 1530. La parola stećci deriva dal verbo stajati, che significa “stare in piedi” perché il loro scopo era stare sulla tomba del defunto e identificarlo. Ma non solo. Gli stećci, infatti, rappresentavano la prefigurazione della casa eterna dove il corpo attende il giorno del giudizio e la salvezza.

La maggior parte di essi si trova nel territorio dell’odierna Bosnia ed Erzegovina, pertanto si tratta soprattutto di un fenomeno bosniaco. Le chiese ortodossa, cattolica e bosniaca (la chiesa cristiana medievale indipendente considerata scismatica sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa) coesistevano nella Bosnia medievale e, secondo molti studiosi, gli stećci furono utilizzati dai seguaci di tutti e tre i gruppi religiosi. Questo, infatti, suggeriscono le decorazioni che raffigurano croci e rosette ortodosse orientali, motivi occidentali come lo scudo e la spada e alcune iscrizioni che possono essere tradotte come “(una persona dalla) vera fede romana” o “schiavo di Dio”.

Alcuni esperti, invece, ritengono che gli stećci siano stati creati dai Bogumili, una setta religiosa cristiana medievale originaria dei Balcani.

Infine, una teoria meno popolare li collega ai Valacchi, una popolazione nomade che all’epoca viveva in quell’area.

In generale, si può affermare che gli stećci sono i migliori testimoni del Medioevo bosniaco. Uno degli aspetti più interessanti degli stećci, secondo la direttrice del Museo storico della Bosnia ed Erzegovina Elma Hašimbegović, è il modo in cui rappresentano “l’intreccio e la fusione di diverse influenze – orientale e occidentale, mediterranea, bizantina e mitteleuropea, cattolica e ortodossa, [e] l’influenza dell’alfabetizzazione latina e cirillica”.

Stecci
Necropoli di Šabići

Quanti sono e dove si trovano gli stećci

Considerando che si tratta principalmente di un fenomeno bosniaco, è chiaro che il maggior numero di lapidi si trova in Bosnia ed Erzegovina, mentre un numero minore di stećci è presente in Serbia, Montenegro e Croazia.

Tuttavia, ancora oggi, è difficile determinare il numero esatto delle lapidi rimaste. Dei 70.000 stećci registrati nel 1970 (100.000 secondo le ricerche più recenti) in 3.300 località, ce ne sono circa 60.000 in Bosnia ed Erzegovina, 4.400 in Croazia, circa 3.500 in Montenegro e circa 4.100 in Serbia (dati UNESCO). Di questi, oltre 5.000 esempi presentano delle decorazioni o dei rilievi. Solitamente sono raggruppati in necropoli.

Purtroppo, in passato, molti stećci sono stati rovinati ed è possibile, dunque, che il loro numero complessivo fosse ancora maggiore. Ciononostante, in nessun altro posto in Europa si trovano così tante lapidi medievali ben conservate.

Per quanto riguarda il numero degli stećci, il primo posto lo occupano i comuni di Nevesinje e Konjic con circa 3.000 esemplari ciascuno. Altri comuni con un gran numero di monumenti sono Rogatica, Livno, Trebinje, Stolac, Gacko, Sokolac, Kalinovik e Bileća.

La necropoli più grande e meglio conservata si trova a Radimlja, nella città di Stolac.

In Croazia la maggior parte delle lapidi si trova nella zona di Sinj, in Montenegro vicino a Nikšić e in Serbia intorno a Prijepolje.

Necropoli di Dolovi

Le forme e le decorazioni

Gli stećci sono costituiti prevalentemente da due gruppi di monoliti di pietra: quelli distesi e quelli verticali.

Per quanto riguarda i primi, il gruppo più numeroso è costituito dalle casse, seguito dalle lastre, mentre il numero più piccolo è quello dei sarcofagi. I monumenti posati rappresentano la forma primaria dello stećak e sono presenti praticamente in tutte le necropoli. Tra i monoliti di pietra verticali, invece, si possono distinguere i pilastri e le croci. Monumenti di questo tipo si trovano in gran numero nella Bosnia nord-orientale (nei dintorni di Srebrenica e Zvornik), mentre in altre parti della Bosnia ed Erzegovina compaiono individualmente. Le lapidi cruciformi, secondo gli ultimi documenti ufficiali, rappresentano la forma più rara tra tutte le lapidi di stećak con solo 336 esemplari (lo 0,5% del numero totale).

Illustrazioni realizzate da Sefko Obucina

Relativamente agli ornamenti e alle decorazioni, che ricordiamo sono presenti su di un numero ridotto di stećci, si riconoscono prevalentemente i seguenti motivi:

  • architettonici come colonne e arcate;
  • astrali come il sole, le stelle e la luna;
  • relativi alla professione del defunto come ad esempio lo scalpello, la pala e l’ascia;
  • di animali e della flora;
  • di figure umane;
  • di balli, tornei e scene di caccia;
  • religiosi come croci e rosette.

Spesso, come affermano alcune iscrizioni, gli ornamenti sono stati realizzati secondo i desideri dei defunti.

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Necropoli di Dolovi

La protezione degli stećci

Le necropoli di stećci sono riconosciute come monumenti nazionali della Bosnia ed Erzegovina e godono del massimo livello di protezione giuridica. Inoltre, le forme, gli ornamenti, le iscrizioni, le dimensioni e il numero, li distinguono da qualsiasi altra cosa simile nei contesti europei e mondiali di quel tempo rendendoli unici ed eccezionali. Per questo motivo, nel 2016, sono stati inseriti nella lista dei beni patrimonio dell’umanità UNESCO.

Le necropoli sul monte Bjelašnica

Durante il nostro viaggio a Sarajevo, nel marzo 2024, ci siamo recate spesso “fuori porta” per esplorare i dintorni della capitale bosniaca. In una di queste gite, lungo la strada per Lukomir, singolare villaggio sul monte Bjelašnica, siamo incappate senza intenzione in due necropoli: quella di Šabići e quella di Dolovi, nel villaggio di Umoljani.

Nella necropoli di Šabići (comune di Trnovo), accanto alla sede della comunità locale, si trovano 58 lapidi che, durante la guerra in Ex-Jugoslavia, furono rotte e danneggiate dal battaglione francese dell’allora UNPROFOR. Nel 1994, infatti, quando il battaglione arrivò nel villaggio, sradicò e lanciò gli stećci sul ciglio della strada al fine di creare, proprio in quello spazio, la base militare.

In seguito, nel 2001, sono state effettuate delle indagini archeologiche sulle tombe e, l’anno successivo, gli stećci sono stati riportati nella loro collocazione originaria. Purtroppo, però, non è stato possibile ricostruire la disposizione esatta della necropoli.

Non lontano, a circa 3 km di distanza, è possibile visitare anche la necropoli di Dolovi, nel villaggio di Umoljani. Lì, in cima alla collina, sono presenti 53 lapidi e la maggior parte di queste si trova in direzione nord-sud. Quattordici lapidi sono decorate con motivi realistici e simbolici e non sono presenti iscrizioni.

Per concludere, se ti abbiamo incuriositə e vuoi saperne di più, ti consigliamo di consultare il sito web nekropola.ba in cui puoi trovare informazioni valide e dettagliate.

Se invece vuoi pianificare una visita in una necropoli nel tuo prossimo viaggio nei Balcani, qui puoi trovare una mappa aggiornata, ma non esaustiva, delle necropoli presenti in Bosnia Erzegovina, Croazia e Montenegro.

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